Corpi di Cristo. Testimonianze scultoree tra Quattrocento e Settecento nel Piemonte meridionale
Public Engagement Corpi di Cristo. Testimonianze scultoree tra Quattrocento e Settecento nel Piemonte meridionale, costituisce la terza tappa del ciclo di mostre promosse dalla Comunità di Montà a ridosso delle campagne di ricerca, restauro e valorizzazione del patrimonio storico artistico della vecchia parrocchiale di Sant’Antonio Abate.
Il rinvenimento e il restauro di un Crocifisso quattrocentesco ha fornito l’occasione per radunare un nucleo di testimonianze scultoree significative delle presenze sul territorio delle differenti espressioni della devozione al corpo di Cristo che maturano tra Quattrocento e Settecento nei contesti del Piemonte meridionale. Una devozione con riscontri diffusi nel patrimonio artistico religioso dell’area che permane nello sviluppo diacronico delle soluzioni formali: quale immagine fissa all’interno della chiesa, nel suo utilizzo processionale, nella condizione di Deposto per le celebrazioni della Settimana Santa. A tali funzioni si è fatto ricorso attraverso alcuni esempi di particolare interesse: il Crocifisso rinvenuto nella vecchia parrocchiale di Montà, che presenta la singolarità della trasformazione da crocifisso a Deposto; Il crocifisso quattrocentesco della Confraternita di San Bernardino di Canale, testimonianza di una più antica iconografia che prevede l’intervento degli angeli che ne raccolgono il sangue; il secentesco Cristo morto del Santo Sepolcro che si rifà ancora modello dei Sacri Monti. Il riferimento ai modelli dei grandi scultori del barocco romano che si afferma dal Seicento nelle repliche e interpretazioni dei crocifissi di Alessandro Algardi ampiamente diffuse anche in area piemontese è attestato dal Crocifisso di Carlo Giuseppe Plura della Confraternita della Trinità di Bra, mentre il gruppo processionale sul deposto destinato alle funzioni della Settimana Santa per la Confraternita di Santa Croce a Cavour, modellato in cartapesta da Francesco Ladatte, attesta di come il più alto livello di cultura figurativa di formazione accademica internazionale possa arrivare in una sede decentrata annullando lo scarto tra centro e periferia.
La metodica utilizzata nella realizzazione della mostra è stata quella ecomuseale, ovvero di un approccio «di comunità» e dunque quanto più possibile partecipato dalla cittadinanza (nelle sue espressioni istituzionali, associative, informali) nella «presa in carico» dei beni culturali presenti nel proprio luogo di vita.
Sede dell’iniziativa:
Montà d'Alba, Confraternita di San Michele
Periodo di svolgimento dell’iniziativa:
Maggio 16, 2025 - Luglio 13, 2025