PRocessing of engIneered Stone and silica exposure Monitoring: Studio delle esposizioni a silice cristallina respirabile nella lavorazione di pietre artificiali
ProgettoLa silicosi è una pneumoconiosi occupazionale irreversibile causata dall’inalazione prolungata di silice cristallina respirabile, caratterizzata da fibrosi polmonare progressiva che può evolvere in insufficienza respiratoria, ipertensione polmonare e cuore polmonare cronico. In assenza di terapie specifiche efficaci, la prevenzione primaria mediante il controllo delle esposizioni rappresenta l’unico strumento realmente utile per ridurne incidenza e gravità.
Negli ultimi anni sono stati segnalati numerosi casi di silicosi associati alla lavorazione di conglomerati di quarzo, materiali artificiali ad altissimo contenuto di silice ampiamente utilizzati per superfici di cucine e bagni. Tali forme colpiscono spesso soggetti giovani dopo periodi di esposizione relativamente brevi e presentano un decorso accelerato e severo, talora fino alla necessità di trapianto polmonare. Le operazioni di taglio e molatura generano polveri respirabili ricche di frazioni fini e ultrafini di silice cristallina, altamente reattive e in grado di indurre processi ossidativi e infiammatori; anche resine e pigmenti metallici potrebbero contribuire alla loro tossicità.
La crescente diffusione di pietre artificiali ad alto contenuto di quarzo o di altri minerali dal profilo tossicologico non ancora definito rende imprescindibile una valutazione sistematica dei livelli di esposizione, come base per strategie preventive efficaci a tutela dei lavoratori. Ulteriori criticità riguardano l’assenza di strumenti diagnostici precoci e la mancanza di protocolli di follow-up condivisi, soprattutto nelle forme accelerate, spesso diagnosticate in fase avanzata.
Infine, l’interesse scientifico si concentra sempre più sui meccanismi patogenetici della silicosi da pietre artificiali, con l’obiettivo di identificare biomarcatori precoci, comprendere la rapida progressione della malattia e favorire lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e di approcci produttivi “safe-by-design”.
Negli ultimi anni sono stati segnalati numerosi casi di silicosi associati alla lavorazione di conglomerati di quarzo, materiali artificiali ad altissimo contenuto di silice ampiamente utilizzati per superfici di cucine e bagni. Tali forme colpiscono spesso soggetti giovani dopo periodi di esposizione relativamente brevi e presentano un decorso accelerato e severo, talora fino alla necessità di trapianto polmonare. Le operazioni di taglio e molatura generano polveri respirabili ricche di frazioni fini e ultrafini di silice cristallina, altamente reattive e in grado di indurre processi ossidativi e infiammatori; anche resine e pigmenti metallici potrebbero contribuire alla loro tossicità.
La crescente diffusione di pietre artificiali ad alto contenuto di quarzo o di altri minerali dal profilo tossicologico non ancora definito rende imprescindibile una valutazione sistematica dei livelli di esposizione, come base per strategie preventive efficaci a tutela dei lavoratori. Ulteriori criticità riguardano l’assenza di strumenti diagnostici precoci e la mancanza di protocolli di follow-up condivisi, soprattutto nelle forme accelerate, spesso diagnosticate in fase avanzata.
Infine, l’interesse scientifico si concentra sempre più sui meccanismi patogenetici della silicosi da pietre artificiali, con l’obiettivo di identificare biomarcatori precoci, comprendere la rapida progressione della malattia e favorire lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e di approcci produttivi “safe-by-design”.