Il progetto si propone di studiare quello che è stato definito il “centro di comando” della città di Torino, ovvero l’area in cui, con notevole continuità, tra medioevo ed età moderna, si sono concentrati i luoghi del potere dei vescovi, dei marchesi di Torino, dei conti e poi duchi di Savoia.
In specifico, un rilevamento dell’articolazione attuale dell’area – frutto in larga misura di una sistemazione sei-settecentesca – suggerisce una serie di piste di analisi sui diversi luoghi di dominio:
• l’evoluzione del centro ecclesiastico, dalle strutture paleocristiane fino al Duomo rinascimentale;
• la costituzione di un nucleo di presenza armata nel castello degli Acaia;
• la progressiva espansione dei palazzi della corte tra Cinquecento e Settecento nel loro assetto architettonico e decorativo;
• i paralleli investimenti devozionali (cappella della Sindone, San Lorenzo, Duomo).
I singoli edifici e interventi sono stati oggetto di numerosi studi, ma il progetto si propone di intervenire in modo innovativo lungo due linee: una lettura integrata e interdisciplinare (tra storici, storici dell’arte, archeologi e studiosi di semantica dei dati) e una prospettiva di lunga durata (dal IV al XVIII secolo).