La moria del kiwi – Valutazione sull’impiego di innovativi portinnesti come mezzo agronomico per prevenire lo sviluppo dei sintomi
Progetto Il seguente progetto è proposto come continuazione del progetto KIPOTRA’ con l’intenzione di approfondire la conoscenza dei portinnesti come mezzo di prevenzione nei confronti della sindrome multifattoriale moria del kiwi.
La superficie ad actinidia coltivata in Piemonte al 31 dicembre 2024 è di 3.014 ettari, tuttavia, le stime, realizzate in collaborazione con i tecnici del coordinamento tecnico frutticolo, indicano ancora produttivi circa 1.000 ettari a livello regionale. La situazione continua ad essere grave e critica per la coltivazione di questa specie frutticola molto importante per il Piemonte.
Nell’ultimo triennio sono stati condotti studi (progetto KIRIS) finalizzati innanzitutto a meglio comprendere le cause dell’origine della malattia. Inoltre, sono state condotte prove su tecniche agronomiche (coperture ombreggianti, irrigazione climatizzante, portinnesti) con l’obbiettivo di cercare di prevenire lo sviluppo dei sintomi. Dal confronto tra actinidieti colpiti e quelli ancora sani non sono emerse particolari differenze a livello di analisi chimico-fisiche del suolo e analisi fogliare. Diversamente, lo studio sul comportamento fisiologico ha messo in evidenza, per le piante malate, una tipica forma di adattamento allo stress climatico sempre più pressante. La valutazione della componente biotica nella moria del kiwi ha evidenziato una presenza predominante di oomiceti appartenenti al genere Phytopythium spp. I microrganismi risultano presenti sia negli appezzamenti sani, sia in quelli colpiti, ma in quantità differenti. Per quanto riguarda le misure di contenimento e prevenzione si è avorato in modo particolare su aspetti agronomici; coperture ombreggianti, irrigazione climatizzante estiva e impiego di portinnesti. È stato verificato che, in presenza di coperture, quali ad esempio rete antigrandine nera oppure teli plastici, la comparsa dei sintomi è ritardata e le piante soffrono meno la forte radiazione luminosa estiva. Invece, per limitare gli stress termici è stato rilevato che puntuali irrigazioni sovrachioma riducono la temperatura fogliare e prolungano l’attività fotosintetica delle piante. Occorre continuare lo studio sul comportamento dei nuovi portinnesti che hanno evidenziato, in azienda sperimentale e in campo, segnali incoraggianti che tuttavia devono essere ulteriormente approfonditi.
Per questo motivo s’intende proseguire le attività del progetto KIPOTRA’, recentemente terminato, dedicato alla tematica dei portinnesti, realizzando, con protocollo scientifico aggiornato, una valutazione agro-pomologica, fisiologica e patologica di questi nuovi materiali che rappresentano una speranza per il futuro della coltura.