Potenzialità microbiche per la biodegradazione dei PFAS nei fanghi di depurazione delle acque reflue nel territorio cuneese
Progetto Il progetto affronta la sfida ambientale e sanitaria posta dalle sostanze per- e
polifluoroalchiliche (PFAS), una famiglia di oltre 14.000 composti chimici molto persistenti,
usati per decenni in ambito industriale e nei prodotti di consumo. La loro resistenza alla
degradazione e la tendenza al bioaccumulo determinano un’esposizione diffusa tramite
acqua potabile, alimenti e attività lavorative. Gli impianti di depurazione delle acque reflue
rappresentano punti critici, poiché i trattamenti convenzionali non rimuovono
efficacemente i PFAS, che possono così contaminare i corpi idrici e i suoli attraverso l’uso
agricolo dei fanghi.
Il progetto propone di identificare microrganismi capaci di degradare i PFAS nei fanghi
provenienti da impianti di trattamento del territorio cuneese, grazie a una collaborazione
tra l’Università di Torino (Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche) e la
Società Intercomunale Servizi Idrici S.r.l. I campioni saranno raccolti nelle varie fasi del
processo compresa la digestione anaerobica. L’obiettivo è studiare come la comunità
microbica evolva nelle diverse fasi per ridurre gli inquinanti persistenti.
L’analisi utilizzerà tecnologie di biologia molecolare avanzata che includono il
sequenziamento di nuova generazione (NGS) con piattaforme Illumina NextSeq 1000 e Bio-
Rad ddPCR, innovative infrastrutture di ricerca recentemente implementate in laboratorio,
per individuare i microrganismi più promettenti nella biodegradazione dei PFAS.
Questa fase costituisce la prima fase di un progetto più ampio che prevede, in seguito,
l’arricchimento di consorzi microbici e test di biodegradazione per trasformare i fanghi da
rifiuto a risorsa biotecnologica, in linea con la direttiva europea “end of waste”.