Modelli di agricoltura rigenerativa per il miglioramento della fertilità del suolo e della sostenibilità delle aziende risicole CSR 2023-2027 - SRG01 n. dom 20231103720
ProgettoIl progetto ha lo scopo di costruire una rete solida di stakeholder (GO) che operano nell’areale risicolo piemontese, al fine di formare e coinvolgere gli operatori del settore e promuovere pratiche colturali volte a massimizzare la fertilità dei suoli risicoli, nonché a implementare i co-benefici (noti anche come servizi ecosistemici) derivanti dall’applicazione di pratiche di agricoltura rigenerativa in risaia.
Il progetto RIGENERICE si propone di portare all’interno delle aziende risicole coinvolte una serie di pratiche agronomiche di agricoltura rigenerativa (AR) innovative per le aziende con l’obiettivo di aumentarne la fertilità del suolo e la sostenibilità agronomica ed ambientale. L’individuazione delle innovazioni adottate dalle aziende agricole partecipanti è avvenuta inizialmente attraverso una serie di interlocuzioni tenutesi direttamente tra il Capofila e le singole aziende agricole coinvolte e successivamente nel corso di un incontro ad hoc svoltosi presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari il 14 marzo 2025. Durante tale incontro, le aziende hanno attivamente contribuito ad individuare, con il supporto delle diverse competenze dell’ente Capofila presenti (agronomia, chimica agraria, meccatronica) le innovazioni ritenute maggiormente significative nel contesto dell’AR declinata per il sistema risicolo.
Tutte le innovazioni proposte sono state individuate con lo scopo di aumentare la fertilità del suolo grazie ad un incremento del C nel suolo, ovvero a un aumento del sequestro del C atmosferico, grazie al quale sarà possibile raggiungere l’auspicata “neutralità climatica”, obiettivo che è stato sancito dall’UE anche attraverso il Regolamento 2024/3012. Inoltre, molte pratiche che verranno adottate dalle aziende consentono un miglioramento nell’efficienza dei fattori di produzione grazie all’innovazione tecnologica che verrà introdotta nell’ambito della nutrizione della coltura (es. sostituzione totale o parziale dei fertilizzanti di sintesi, fertilizzazione a rateo variabile) e della difesa (es. diserbo sito-specifico).
La costituzione del GO ha avuto un approccio di “living lab”, inteso come una collaborazione interdisciplinare e transdisciplinare, incentrato sugli utenti e sul territorio al fine di monitorare e valutare congiuntamente le migliori soluzioni per l’incremento della fertilità del suolo, dell’efficienza produttiva e della sostenibilità aziendale. La cooperazione dei partner ha permesso di trovare innovazioni facilmente applicabili da parte delle aziende risicole. Le innovazioni proposte, infatti, sono note alla componente scientifica del GO, in quanto sono state validate in altri contesti produttivi risicoli, soprattutto lombardi, e sono state testate direttamente in diverse realtà aziendali.
Le aziende del GO sono rappresentative del territorio risicolo piemontese e sono da considerarsi come varie “light-house farms” in cui alcune tra le più efficaci tecniche agronomiche utili alla mitigazione degli impatti ambientali e all’incremento della sostenibilità agronomica del comparto risicolo, verranno messe in pratica. Le aziende, quindi, rappresenteranno l’esempio pratico di una gestione innovativa volta ad introdurre pratiche rigenerative e forniranno la base per il monitoraggio e la verifica degli effetti di tali pratiche sulla fertilità e salute del suolo nel territorio piemontese, e sulla capacità di sequestrare il carbonio nel suolo, quest’ultimo scopo perfettamente allineato alla “Soil Mission” dell’UE.
Attraverso il coinvolgimento nel GO sia di aziende biologiche, sia di aziende convenzionali, sarà possibile introdurre un set di innovazioni che costituiranno modelli di trasferimento tecnologico con i quali altre aziende esterne al GO potranno confrontarsi. Nello specifico, l’adozione delle innovazioni permetterà di costituire i seguenti modelli:
1. Modelli di gestione biologica rigenerativa: le aziende dimostrative biologiche sono state scelte al fine di evidenziare dei modelli di coltivazione biologica differenziati in base a:
a. Strategie di fertilizzazione organica;
b. Strategie di gestione di rotazioni colturali.
c. Strategie di lavorazione conservativa dei suoli.
d. Strategie di concimazione organica di precisione.
2. Modelli di gestione convenzionale rigenerativa: le aziende convenzionali a scopo dimostrativo consentiranno di portare degli esempi concreti di gestione differenziati in base a:
a. Strategie di concimazione minerale di precisione
b. Strategie di diserbo di precisione.
Il progetto RIGENERICE si propone di portare all’interno delle aziende risicole coinvolte una serie di pratiche agronomiche di agricoltura rigenerativa (AR) innovative per le aziende con l’obiettivo di aumentarne la fertilità del suolo e la sostenibilità agronomica ed ambientale. L’individuazione delle innovazioni adottate dalle aziende agricole partecipanti è avvenuta inizialmente attraverso una serie di interlocuzioni tenutesi direttamente tra il Capofila e le singole aziende agricole coinvolte e successivamente nel corso di un incontro ad hoc svoltosi presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari il 14 marzo 2025. Durante tale incontro, le aziende hanno attivamente contribuito ad individuare, con il supporto delle diverse competenze dell’ente Capofila presenti (agronomia, chimica agraria, meccatronica) le innovazioni ritenute maggiormente significative nel contesto dell’AR declinata per il sistema risicolo.
Tutte le innovazioni proposte sono state individuate con lo scopo di aumentare la fertilità del suolo grazie ad un incremento del C nel suolo, ovvero a un aumento del sequestro del C atmosferico, grazie al quale sarà possibile raggiungere l’auspicata “neutralità climatica”, obiettivo che è stato sancito dall’UE anche attraverso il Regolamento 2024/3012. Inoltre, molte pratiche che verranno adottate dalle aziende consentono un miglioramento nell’efficienza dei fattori di produzione grazie all’innovazione tecnologica che verrà introdotta nell’ambito della nutrizione della coltura (es. sostituzione totale o parziale dei fertilizzanti di sintesi, fertilizzazione a rateo variabile) e della difesa (es. diserbo sito-specifico).
La costituzione del GO ha avuto un approccio di “living lab”, inteso come una collaborazione interdisciplinare e transdisciplinare, incentrato sugli utenti e sul territorio al fine di monitorare e valutare congiuntamente le migliori soluzioni per l’incremento della fertilità del suolo, dell’efficienza produttiva e della sostenibilità aziendale. La cooperazione dei partner ha permesso di trovare innovazioni facilmente applicabili da parte delle aziende risicole. Le innovazioni proposte, infatti, sono note alla componente scientifica del GO, in quanto sono state validate in altri contesti produttivi risicoli, soprattutto lombardi, e sono state testate direttamente in diverse realtà aziendali.
Le aziende del GO sono rappresentative del territorio risicolo piemontese e sono da considerarsi come varie “light-house farms” in cui alcune tra le più efficaci tecniche agronomiche utili alla mitigazione degli impatti ambientali e all’incremento della sostenibilità agronomica del comparto risicolo, verranno messe in pratica. Le aziende, quindi, rappresenteranno l’esempio pratico di una gestione innovativa volta ad introdurre pratiche rigenerative e forniranno la base per il monitoraggio e la verifica degli effetti di tali pratiche sulla fertilità e salute del suolo nel territorio piemontese, e sulla capacità di sequestrare il carbonio nel suolo, quest’ultimo scopo perfettamente allineato alla “Soil Mission” dell’UE.
Attraverso il coinvolgimento nel GO sia di aziende biologiche, sia di aziende convenzionali, sarà possibile introdurre un set di innovazioni che costituiranno modelli di trasferimento tecnologico con i quali altre aziende esterne al GO potranno confrontarsi. Nello specifico, l’adozione delle innovazioni permetterà di costituire i seguenti modelli:
1. Modelli di gestione biologica rigenerativa: le aziende dimostrative biologiche sono state scelte al fine di evidenziare dei modelli di coltivazione biologica differenziati in base a:
a. Strategie di fertilizzazione organica;
b. Strategie di gestione di rotazioni colturali.
c. Strategie di lavorazione conservativa dei suoli.
d. Strategie di concimazione organica di precisione.
2. Modelli di gestione convenzionale rigenerativa: le aziende convenzionali a scopo dimostrativo consentiranno di portare degli esempi concreti di gestione differenziati in base a:
a. Strategie di concimazione minerale di precisione
b. Strategie di diserbo di precisione.